mercoledì 6 agosto 2008

Decidiamoci

Segio Lepri, già direttore dell'Ansa, firmò un manuale di linguaggio giornalistico ancora oggi seguito: "Scrivere bene e farsi capire". Il paragrafo sui forestierismi è gustosissimo. Forse che -si chiede Lepri- "austerity" sia più restrittiva della semplice "austerità"? E nota il segnale di divieto che inconrtiamo agli ingressi autostradali: "No autostop". Che lingua sarà? Visto che, in inglese, autostop si dice "hitch-hiching"...

lunedì 4 dicembre 2006

Quando si dice la chiarezza

"Una pianta, un... ma sì', quelle alte, con le foglie". Osservazione botanica di mio fratello Marco...
Che fa il paio con l'impeccabile indicazione stradale di Rita: "Sono all'autogrill, sulla destra".
Insomma, non puoi sbagliare!

lunedì 5 giugno 2006

Cani e cine

Ci è cascato con tutte le scarpe nientedimeno che il professor Giorgio Celli, in un servizio di Studio Aperto. Commentando la notizia della buffa ordinanza di un sindaco, ha bollato lo scellerato amministratore come vile "canofobo". Tuttavia, si dà il caso che il composto derivi dal greco ("kuon-kunos"=cane): si dice, in italiano, "cinofobo", o, al contrario, "cinofilo" (da non confondersi con il "cinefilo", che, invece, ama i buoni film). "Canofobo" non esiste, è un "Cellogismo": altrimenti, non resterebbe che coniare un nuovo termine per talune interviste... "grammofobe". Errore blu. Italia... quattro!

martedì 9 maggio 2006

Itanglianisc

Come posso andare a pranzo serenamente dopo una riunione in cui un tipo azzimato mi dice che in quella serie di prodotti c'è un gift (forse perchè al suo orecchio 'omaggio' suona più provinciale)? E fin qui, passi. Purtroppo, non può fare a meno di regalarmi un'altra chicca: la sua azienda si rivolge solo al mercato b2b, vale a dire "bi to bi", l'acronimo ormai corrente per "Business TO Business". Ma, attenzione, pronunciato questa volta all'italiese, "bi due bi", un doppio salto mortale insensato, che ha l'unico pregio di rivelarmi la statura culturale del mio interlocutore e regalarmi un'italianissima, omerica risata.

lunedì 2 gennaio 2006

La comodità è tutto

Sentita ultimamente: "Un'azienda che produce profilattici d'alluminio".

Cachigrafia

Forse non ci crederete, ma s'è letto "Bitoven" per "Beethoven", "Big Ben" per "Big bang". E poi ancora, c'è chi aspetta "l'occhei per l'intro". L'occhei per l'intro... una pizza di rovescio, gli darei... Per tacere dei dirigenti che mettono il sito "on air" invece che "on line". Senza trascurare chi è convinto che "misunderstanding" sia più figo di "fraintendimento". Mentre la parola italiana è più elegante, meno cacofonica, ed anche più economica (si risparmia una lettera). Grazie alla stretta attualità, infine, è tornata di moda la kappa. Quotidiani e periodici titolano regolarmente "Irak" con la kappa, appunto. In realtà, non si vede la necessità di indulgere a questo malvezzo: gli Iracheni traslitterano in "Iraq", e il Paese è loro. Ancor peggio, Dio ce ne scampi e liberi, leggere "Irakeni" in luogo di "Iracheni", il ke (lo so, si scrive "che", appunto) è ancor meno giustificabile. E pensare che in anni più pesanti erano gli estremisti di sinistra a scrivere "Kossiga" con la kappa.

Nomen est omen

Fresca di oggi: "L'ho sentito per radio, al Gazzettino Pagano". Quello trasmesso in Pagania, immagino. E' proprio vero che ormai nel giornalismo... non c'è più religione.