lunedì 2 gennaio 2006

La comodità è tutto

Sentita ultimamente: "Un'azienda che produce profilattici d'alluminio".

Cachigrafia

Forse non ci crederete, ma s'è letto "Bitoven" per "Beethoven", "Big Ben" per "Big bang". E poi ancora, c'è chi aspetta "l'occhei per l'intro". L'occhei per l'intro... una pizza di rovescio, gli darei... Per tacere dei dirigenti che mettono il sito "on air" invece che "on line". Senza trascurare chi è convinto che "misunderstanding" sia più figo di "fraintendimento". Mentre la parola italiana è più elegante, meno cacofonica, ed anche più economica (si risparmia una lettera). Grazie alla stretta attualità, infine, è tornata di moda la kappa. Quotidiani e periodici titolano regolarmente "Irak" con la kappa, appunto. In realtà, non si vede la necessità di indulgere a questo malvezzo: gli Iracheni traslitterano in "Iraq", e il Paese è loro. Ancor peggio, Dio ce ne scampi e liberi, leggere "Irakeni" in luogo di "Iracheni", il ke (lo so, si scrive "che", appunto) è ancor meno giustificabile. E pensare che in anni più pesanti erano gli estremisti di sinistra a scrivere "Kossiga" con la kappa.

Nomen est omen

Fresca di oggi: "L'ho sentito per radio, al Gazzettino Pagano". Quello trasmesso in Pagania, immagino. E' proprio vero che ormai nel giornalismo... non c'è più religione.

Raduno dei carabinieri

Puntuale rendiconto del diligente cronista: "Nella festa di Mirco Fidelis (la Virgo Fidelis, patrona dell'Arma) è stato celebrato anche Santo D'Acquisto (povero Salvo...)". A quando un bel "Saldo d'Acquisto" in nome della convenienza di fine stagione?

Decadenza

Come non rabbrividire poi di fronte a un tragico "out-out", come se "aut aut" non fosse, anche stavolta, buon vecchio latino? Financo, un caporedattore non si peritò di correggermi la parola "referendum" in un inedito plurale "referendums". Nel medesimo errore incorre chi fa il colto, convinto che "amarcord" sia un raffinato francesismo, e non il titolo, in dialetto romagnolo, di un italianissimo film di Federico Fellini.

Oi barbaroi

Con questa inarrestabile e insensata invasione di forestierismi, il minimo che possa venirmi è l'orticaria... Vada per l'uomo di "marketing" (intraducibile). Ma se quel distinto professionista cerca nel prodotto un plus, perchè mai distorcere con la pronunzia inglese un purissimo latino? Sarà pur vero che il termine tecnico è passato dal latino all'italiano transitando purtroppo dall'inglese, che del marketing è gergo ufficiale. Ma "mainus"?!? Da dove spunta questo mainus? "Minus". M-I-N-U-S". E' latino, l-a-t-i-n-o.